IL VICOLO, ristorante a Civitella Val Di Chiana AR

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Sottotitolo: “Da Leonardo e Mirko”

Appena entri in Civitella, piccolo borgo di cesura della Val Di Chiana, diciamo una diecina di km da Arezzo, ti colpisce il silenzio. Le persone, sì, ci sono, parlano, e pure ad alta voce come fanno i toscani, eppure tutto viene avvolto da un silenzio superiore. Strano, quasi, che viene da lontano. Ed è vero proprio così, te ne rendi conto visitando il Museo della Memoria, aperto sulla via che dalla piazza porta al castello, fiancheggiata da bei portici massicci che parlano di storia. Un eccidio perpetrato nel 1944, in quel buio momento della storia che sappiamo, come misura ritorsiva. Si aggira ancora il fantasma di quei silenzi e di quella strage, come una ferita che non passa.

La Civitella di oggi ha l’aspetto di un borgo minuscolo, bomboniera conservata su un cocuzzolo. In pratica non ci sono veri esercizi commerciali. Ma un ristorante che vale davvero la pena sì, perbacco! Si affaccia alla fine di un vicolo (…) su via Delle Mura. Ristorante con diverse sale interne, tanti volumi piccoli, di fascino discreto, ma soprattutto un esterno, un fuori stratosferico, con i tavoli sulla piazzetta che si apre sui baluardi delle mura rinascimentali della città. Con una vista infinita verso la Val Di Chiana: da lì, da sotto gli ombrelloni, si assiste ad uno spettacolo enogastronomico con pochi pari.

Iniziamo col dire che la conduzione dei due fratelli, Leonardo e Mirko, è improntata ad una tradizione culinaria interpretata con rigore assoluto ed apertura al nuovo. Una fusione messa bene in vista, come una cicatrice di cui essere orgogliosi: un insieme sorprendente, armonico, sapiente, una tavolozza di gusti eccitante! Per esempio, viene servita una straordinaria mozzarella di bufala direttamente da un artigiano di Salerno, recapitata nella notte via corriere: non tutti i giorni, ma quando c’è…apriti cielo! E nel piatto si fonde con freschezze a tiro di voce. Che godere!

Gli antipasti sono articolati (patè di fegato alla toscana in terrina impastato con zafferano e passato in forno con miele di acacia, per esempio), con grande qualità della materia e gusti sempre complessi, derivanti da accostamenti che si stratificano in bocca e deliziano. I primi sono ottenuti con paste fresche fatte in casa, dove anche le ricerche delle farine e le composizioni ubbidisce ad un imperativo: la ricerca dell’assoluto che spinge sull’allargamento dei soliti tradizionali confini. Del resto, siamo seduti sui baluardi di mura trecentesche, abbiamo davanti l’infinito del cielo e della terra. Ha senso accontentarsi di meno? Vengono i secondi, dove le carni sostengono gusti dimenticati, con una ricerca anche della materia a chilometro zero, l’importante che esprima le radici di un sé riconoscibile e straordinario. Anche i dolci seguono a ruota, anch’essi ostinati nel gusto e negli accostamenti.

La carta vini è fatta come un abito su misura, quasi riporta le impronte digitali di Mirko, che seleziona vini d’Italia come fosse una religione, caparbio ed assolutista come sanno esserlo i geni. Ed ha una passione per lo champagne che lascia attoniti. Capita così di scoprire, dopo tanto girare, lo champagne Boulard da vino base con metodo solera, l’ultradecennale vernaccia di San Gimignano di Panizzi (nome conosciuto invero, ma provate a trovarla di oltre 10 anni di invecchiamento…). Magari si tratta di pezzi unici, magari no. Il godimento è di certo assicurato.

Non vi do alcun consiglio sulla scelta, perché è come entrare nell’intimo dell’animo di un amico: lasciate che sia lui a spiegarvi e condurvi.

L’unico mio, finale consiglio è an-da-te a tro-var-li!!!! E sappiatemi dire…

Enoteca Ristorante Il Vicolo

Via Giuseppe Mazzini, 7, 52041 Civitella in Val di Chiana Arezzo

tel 0575 448037

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