Toscana

Società Vinicola Lagarini

Montepulciano (SI)

Leuta

Ci aveva già indispettito per la mancanza di contatti, prima della presentazione. Ha chiesto che si organizzasse una serata su di lui e poi nemmeno manda del materiale e comunica quali vini vuole mettere in degustazione. Ci arrangiamo con il loro sito e con la conoscenza pregressa dell’azienda, che però data più di 5 anni prima. Arriva con il furgone e scarica i vini 1 ora prima dell’inizio.
Partiamo molto male…

Ma è semplice, Enzo, così come lo vedi. E’ stanco perché viene direttamente dalla campagna toscana dove poche ore prima ha finito di imbottigliare una partita di bottiglie. Ma si riprende subito, parlando di sé e di Leuta.

Le origini DOC, non in Toscana, ma da Vallagarina, in Trentino, sue e del suo socio, ma la ricerca di un posto dove allevare merlot e cabernet franc, soprattutto. Ed il posto è San Lorenzo di Cortona, su un appezzamento di 25 ettari a corpo unico (Podere Leuta), non solo vitato, ma dove l’integrazione con il territorio e la tradizione è massimo: conservazione del boschivo, libera circolazione alla fauna, recupero di flora ed arboricoltura tradizionale. Lasciare che la Natura lavori, come ha sempre fatto.
Emerge la passione vera del viticoltore, quella che spinge a fondare nell’anno 2003 un’azienda, che spinge a lavorare tantissimo in cantina, a portare avanti una attività “lunga”, dove cioè la catena del valore si estende in attività molteplici e molto diverse. Per fare vino devi essere agronomo, viticoltore, chimico, enologo, uomo di marketing, commerciale e contabile. Con tutti i passaggi intermedi. A modo suo, Enzo affronta tutto questo e gli riesce anche bene, vedendo l’accoglienza del pubblico. Piace, Enzo, quell’aria sorniona che si accende sull’orgoglio del prodotto, che difende l’integrità delle colture e sogna alto per un prodotto che vuole fare diventare “il più buono”.
Le etichette prendono tutte il via dal numero che rappresenta la perfezione del creato, quel rapporto 1:1,618, la Regola o Numero Aureo, che tanto affascinò anche Leonardo da Vinci e che costituisce il perfetto rapporto di crescita in natura: dalle distanze delle foglie successive sul ramo di un albero, alla crescita della coclea del nautilus, alle proporzioni del corpo umano (ricordate l’uomo di Leonardo?),… al pentagono che è costruito partendo da queste proporzioni e quindi considerato magico fin dai tempi antichi.

Allora la perfezione ricercata da Leuta, in che vini si declina? Rossi, innanzitutto. Sangiovese, syrah, cabernet franc, merlot: eccole qui le “basi” per i vini in purezza e per i tagli.
Abbiamo assaggiato molto e molto goduto. Goduto di intravvedere la piena profondità e maturità dei prodotti che saranno, giacché sangiovese, syrah, cabernet franc erano dell’annata più recente (2010), appena messi in bottiglia, quindi più simili ad una prova di botte che ad una degustazione. Ma ne abbiamo apprezzato il carattere, il viraggio potente delle acidità, la complessità olfattiva, con i tannini ancora troppo svegli e la persistenza gustativa a venire. Ottimi investimenti.

Il merlot, in esecuzione 2007 ha suscitato clamori. Spettacolo: profondo, intenso, persistente, succoso, grande spalla acida e morbido come si conviene. Ha preso la buona strada dell’evoluzione.

Con Enzo e gli altri facciamo tardi, sulle sedie fuori sulla piazza, al fresco delle colline brianzole, addormentate nella notte, dribblando discorsi di vigna e di territori, arti e fatiche. Scopriamo arricchito l’impegno del viticoltore protagonista di se stesso, che ha il sacco a pelo nel furgone per dormirci, se la strada del ritorno si fa’ troppo lunga e stretta. Le esigenze della vita piegate al progetto con la P.
Un modello per questa Italia che si fa’ strada…

Grazie Enzo! Ti aspettiamo ancora fra noi (e non dimenticare di portare i tuoi vini con te).

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