MILAZZO, azienda agricola in Montebello di Licata

Ci accoglie Saverio, sotto il diluvio.

«Ragazzi, vi aspettavo! Venite qui, fatto buon viaggio?».

«Ciao, Saverio. Sì, benissimo, è che con tutta questa pioggia… Comunque, ti devo dire che venire qui è sempre un piacere!».

«Eh, beh, ma noi siamo abituati, cioè non alla pioggia, intendo».

«Vedo che non avete l’abitudine alla pioggia, le strade sono così conciate… diventano un fiume!».

«Quando viene giù, viene giù. Dai, venite qui sotto».

Aveva certamente ragione perché le strade erano invase da acqua e terra, con pozzanghere simili a guadi, ma sotto un cielo meraviglioso, dove un colore ardesia lasciava il posto a frammenti di cobalto e ad un bianco panna, strati che non si sovrappongono in profondità. Il tempo migliorerà presto.

Entriamo sotto il portico, all’asciutto.

«Vi faccio prima fare un giro dell’azienda e poi assaggiamo i vini. Oggi non si possono visitare le vigne, con questo tempo, che dite?».

«Siamo pronti a tutto, ma certamente vediamo nel corso della visita».

«Qui arrivano le uve», mi distrae Saverio dai miei pensieri, «che sono raccolte in cassette sterilizzate, piatte e larghe in modo che gli acini non si schiaccino e non abbia inizio una indesiderata fermentazione, prima del tempo», continua «le uve sono raffreddate in queste grandi celle frigorifero e quando abbiamo finito la raccolta dell’intera partita che ci interessa, inizia la pigiatura, sgrondatura, per poi attaccare con le fermentazioni, le follature, con l’aiuto di quelle follatrici lì. Poi qui adesso è sporco…vedete che c’è un po’ di polvere, perché le lavorazioni sono finite da qualche mese».

Muovendosi per i diversi ambienti dell’azienda, tutti divisi da porte scorrevoli per isolare le aree contiamo i 180 (!) silos inox termocondizionati per la lavorazione e maturazione del vino: non tutto finisce in legno, ovviamente.

«Qui abbiamo risolto il problema di umidità con una coibentazione totale ed un rivestimento in piastrelle di ceramica fino al soffitto, così è anche più igienico». Accidenti, le pareti sono alte 6 metri e tutte rivestite in ceramica color panna. Per terra nemmeno la minima traccia di polvere.

«Il rivestimento in pietra naturale della cantina di affinamento verrà esteso anche al resto degli ambienti, ma si è cominciato qui, nel regno del silenzio».

Le barrique non sono accatastate («Spazio ne abbiamo in abbondanza»), ma non sono loro le protagoniste di questa cantina, dove invece si notano, spettacolari, i “bancamenti” delle bottiglie di spumante metodo classico che sono lì ad affinare, ogni fila orizzontale su stecche di legno per prevenire cedimenti in caso di rottura di qualche bottiglia, può succedere con la sovrappressione che può raggiungere le 6,5 atm. Colli, fondi, colli, fondi, che si alternano, a migliaia, lucidi e scuri, con il loro prezioso contenuto. Passo la mano leggera sulle bottiglie che formano masse omogenee in cantina, con cartelli che ne indicano l’anno e la partita. Sono fredde e silenziose se avvicino l’orecchio, cerchiate di oro dove la fioca luce artificiale colpisce il vetro zigrinato del fondo, tante virgole preziose in una parete bruna. Eh sì, anche in Sicilia…

Ha smesso di piovere. Le scaglie di cobalto prendono il sopravvento, ed un sole virile illumina le vigne, come desideroso di recuperare un lavoro che, nella giornata, è restato un po’ indietro. Avrà il tempo di recuperare, accarezzando le vigne, con mano ferma, e soffiando calore sui grappoli che nasceranno, perché a settembre un altro miracolo possa avere inizio.

Azienda Agricola MILAZZO, S.S. 123 km. 12+700 – 92023 Campobello di Licata AG

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