MOSCHIONI Michele

L’emozione straripa da una bottiglia di Pignolo. In purezza. Gorgheggia allegra in un calice panciuto nella sala di degustazione di Michele. Con un tavolone gigante in legno massiccio, pietra e sassi per pareti e pavimento, un camino in rame che fronteggia una bellissima libreria-credenza liberty. Fa caldo, ma questo è solo l’inizio perché sta per cominciare la degustazione.

Michele è simpatico, tenero e rumoroso che ti dice cordialità e passione. La sua è una azienda con storia e carattere alle spalle. I vini devono essere come quelli di una volta, pieni, carichi, concentrati. Ma per fare bene le cose bisogna scegliere: poche uve (meglio quelle autoctone), di colore rosso ed il traguardo rappresentato da vini d’eccezione.

Siamo appena fuori Cividale, in pellegrinaggio verso Cormòns. Ma la strada non trae motivi solo dal punto d’arrivo. A Gagliano, frazione di Cividale, si succedono allegri e regolari alti pioppi che rivestono le pareti di un viale che, in prospettiva, può sembrare un dilatato corridoio. E’ la provinciale che percorre la campagna ancora piatta ed orleggiata di granturco e case coloniche multicolori. L’azienda Moschioni è in una traversa che sale a Prepotto: il traffico striscia con leggeri sibili a lasciare fluire il traffico e non disturba la quiete.

Ho da farmi dimenticare una giornata no e tanti chilometri che si sono accavallati nervosi, aperti su prospettive (per domani e dopo) che non mi piacciono. Succede.

Chiedo a Michele di darmi una mano e pronta arriva. Stringe una bottiglia scura con la sua etichetta inconfondibile, sembra innocua ma il vino dentro è di quelli gravi. Il bicchiere lacrima un po’ anche per me, il rosso ondeggia carico di polpa di frutta rossa e libera spezie, fiori, profumi balsamici e sembra che porti con sé l’orizzonte incerto dei pensieri e forse anche delle cose che cambiano. Non chiudo gli occhi perché voglio stare qui, a farmi cullare lo sguardo che corre per il cortile e salta oltre il muro in sassi a vedere le colline che iniziano coi vigneti. Ah, sì…ricordo che, in fondo l’uva è un frutto, quindi polposo e denso deve esserne il succo. Ci siamo con il rispetto del lavoro della natura e con la materia che dal vigneto raggiunge la cantina, da dove – antico – inizia un paziente lavoro di acquisto di valore, affinamento, separazione: entrano esperienza, sensibilità, gusto, legno che non invade. Orgoglio e fierezza.

Il vino è compatto ed impressionante: spinge rotondo, senza rabbia ma inarrestabile, lunghissimo nel prolungarsi dentro naso e bocca. Pieno, caldo.

Ci provo, ma non riesco a trattenere l’emozione che sale umida agli occhi. Michele se ne accorge e sorride con lo sguardo che cerca il bottone della camicia, lo trova e ci giocherella, con il sorriso che ondeggia sempre lì. Lo sa bene quello che mi succede, ma fa finta di nulla. Capita sempre così e sa di esserne lui il colpevole. Assolto con formula piena!

Azienda Agricola MOSCHIONI, Fraz. Gagliano, Cividale del Friuli UD. Chiedere di Michele.

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