Oltrepò, santo subito!

Ad un certo punto della vita, cerchi le radici. Cioè le hai sempre cercate, a ben vedere non hai fatto altro dall’inizio, però solo adesso te ne rendi conto e lo dici a te stesso. Prenderne coscienza è un gran bell’inizio. Non è un processo facile, perché tu resisti alla ricerca, le imponi di trovare ciò che credi, il risultato lo vuoi blindare a priori. Ma poi tutto si fa’ più semplice.

L’Oltrepò Pavese può essere questa terra: qualcuno può incontrarvi le sue radici. Il luogo ha ritmi ancora lenti, i paesi costituiscono cellule dotate di membrana (ti accorgi quando ne sei dentro, ti accorgi quando ne sei fuori). E’ un’area di oltre 500 kmq., con altitudine dai 100 ai 600 metri s.l.m., tutta collina che si alterna, si rincorre, si arruffa: una zona paesaggisticamente bella, con la vite a fare la parte del leone,

Il territorio (in una denominazione tutta nordica: oltre-il-Po) attacca dal Grande Fiume, sponda idrografica di destra, verso sud in zona pavese di spalla al piacentino: venendo da nord esistono 2 passaggi obbligati del Fiume. O il Ponte Coperto in Pavia o il Ponte della Becca. Altri ne esistono ma non contano per chi cerca il bello. L’Oltrepò è grosso modo un triangolotto con il vertice in basso, da Voghera, verso Varzi seguendo la strada statale 461 e poi su, passando per Santa Maria della Versa, fino ad est di Stradella e poi di nuovo verso ovest lungo la statale 10 fino a Voghera.

Il paesaggio della vite qui è bellissimo. I terreni sono calcarei, poveri, dilavati e sciolti, argillosi e forti, un continuo rincorrersi di varietà e con un clima che muta ad ogni curva. Tante sono le varietà di uva. Riesling, chardonnay, pinot bianco e grigio, moscato, tocai per i bianchi, croatina, uva rara, vespolino, barbera, pinot nero per i rossi. Ogni vitigno, all’interno del comprensorio, ha una sua zona di elezione.

Oggi la zona è conosciuta per gli eccellenti vini spumanti (metodo classico, charmat) e frizzanti o fermi da affinamenti bianchi e rossi.

La considerazione nelle guide vini d’Italia è bassina, ma in crescita, come la zona merita assolutamente. Sarà tutto pronto con il prossimo cambio generazionale dei produttori, che dovranno affrancarsi dalla vicinanza con Milano, che conduce ad una vendita facilitata su qualità mediocre (la famigerata damigiana…). Quindi per il momento godiamoci il piacere della scoperta, prima che questo territorio si trasformi nella Langa di Lombardia, con boschi che spariscono e vigne troppo belle per essere vere…

Bisogna essere un auto o, ancora meglio, in moto e percorrere la direttrice Santa Maria della Versa – Zavattarello, godendosi ogni cambio di direzione, ogni salita e discesa. In tutte le trattorie troverete gente che gioca a carte, i panini  con il salame più buono, il bianchetto sempre a portata di mano.

Se volgete le spalle alle colline per il rientro in città, tenete a mente che un pezzo delle vostre radici sono in quella terra. E tornate a cercarle. Mi troverete lì.

Un pensiero su “Oltrepò, santo subito!

  1. Patrizia

    ‘affrancarsi da Milano’… Da quando diversi anni fa mi sono trasferita da Milano all’Oltrepò sento questo intento… e mi riporta alla mente quella fiaba dello scorpione che, salito in groppa alla rana per non annegare la punge mortalmente. La rana, mentre annegavano entrambi, gli chiede ‘perchè?’ e lui risponde: ‘è la mia natura’. Ecco, questa è la natura dell’Oltrepò, considerare Milano la causa della sua scarsa valorizzazione quando invece la storia insegna che senza Milano l’Oltrepò non avrebbe avuto – e non avrebbe – l’economia che ha. Non avrebbe gli stimoli di crescita che ha, non avrebbe una serie di ‘nuove visioni’ del proprio sviluppo, se non avesse questa grande opportunità ‘milanese’ di uno sguardo sulla cultura aperta e innovativa. Se oggi l’Oltrepò può ambire – a merito – ad una nuova valorizzazione delle sue grandi potenzialità, è solo guardando con occhio benevolo alla vicina Milano, che può farlo. Forse un esame di coscienza consentirebbe di vedere che i limiti sono intrinseci nella sua natura, tipica contadina: introversa, un po’ invidiosa e sempre giudicante i difetti altrui senza vedere i propri. E questo lo dico con tutto il rispetto e l’affetto che nutro per i grandi pregi di queste terre e dei suoi uomini che da sempre le custodiscono e le amano.

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