SANTADI Cantina Sociale

Terre brune, giallo ocra dei campi di grano e dei pascoli brucati o arsi dal sole (non gliene va proprio bene una…), verde dei filari giocosi, blu del mare che occhieggia sornione. E tanto spazio. Come dire…il Mediterraneo generoso e riconoscente della sapiente e tenace opera dell’uomo.

Io continuo ad insistere con quanti mi conoscono, perché si rechino a vedere i luoghi dove il vino buono lo si fa. L’etichetta non fa il territorio e nemmeno la degustazione restituisce volume ed orizzonti.

In questo caso bisogna andare in Sardegna, nel Sulcis (che prende il nome dal villaggio fenicio di Sulci originariamente sull’isola di Sant’Antioco. Così ci siamo messi il cuore in pace anche con le radici storiche…). Se vi capita di arrivare a Santadi venendo da Giba, siete fortunati. Se poi dovete andare a Porto Pino o nel vicino distretto minerario, lo siete ancora di più, perché potete iniziare a capire il valore della gente che abita quel territorio. Bevete il giusto tanto (che la strada è sempre dritta…) e cominciate a godere degli spettacoli che vi si preparano.

La Cantina Sociale di Santadi è stupenda ed unisce la genuinità di un “consorzio” locale fra produttori della profonda Sardegna alla capacità di fronteggiare i mercati internazionali, con le logiche di prodotti dedicati, ampiezza di gamma, marketing raffinato.

Mi hanno raccontato molte cose prima e molte ne ho apprese durante la visita. Dino Dini è l’enologo. Dice un sacco di “sicché”, che proprio sardi-sardi non sono. “Sicchè” è toscano, accidenti!

La Cantina si avvale anche della consulenza di Giacomo Tachis: si vede nella impostazione della gamma e nella progettazione di ciascun vino.

Oggi la Cantina Sociale Santadi ha uno spettro vini bianchi e rossi che sono espressione del territorio e/o studiati per un pubblico ed un gusto internazionale (per esempio lo “Shardana”, da uve carignano e syrah, il recente “Barra”, da uve carignano, cabernet sauvignon e merlot, frutto di una joint venture dedicata con Tenuta San Guido).

Fermentazioni ed affinamenti sono differenti per qualità e tipologie di vini. Non solo vasche inox termoregolate e barriques, ma anche vetroresina ed il recupero delle vasche in cemento.

A monte vi è uno stretto controllo delle uve, attraverso un monitoraggio dei vigneti dei soci (oltre 600 ettari…), con la divisione della qualità delle uve in entrata di cantina e fermentazioni ed affinamenti dedicati per singole partite, pulizia esemplare di cantina.

Le specializzazioni della cantina sono la lavorazione di uve Carignano, alla base di molti loro vini e del famoso “Terre Brune” (2 settimane di fermentazione, 16-18 mesi in barriques e 12 mesi in bottiglia), delle uve Vermentino, a cui si affianca un bianco passito (“Latinia”) da uve Nasco che subiscono appassimento in pianta e diretta vinificazione con affinamento in barrique.

Ho camminato nell’alba di un mattino fra la sabbia dei filari, lasciandomi avvolgere dai 60 ettari compatti di vigneti che ho sentito sommergermi con una energia primitiva. Qui cresce l’uva. E si sente.

Sono ritornato alla moto con un sorriso ed un brivido, mentre la giornata prendeva forma e luce. Ma io, la mia, l’avevo già aperta.

Cantina Sociale SANTADI, Via Su Pranu, 12 – 09010 Santadi CA

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